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Urinetown: quanto sei disposto a pagare un tuo diritto?

Locandina spettacolo Urinetown in scena all'STM Studio di Milano

Giovedì 1 ottobre 2026 ho avuto l’occasione di assistere allo spettacolo Urinetown all’STM Studio. La trama, le informazioni sul cast e la recensione li trovate in questo articolo. Qui, invece, vorrei concentrarmi maggiormente sui temi trattati e su quanto siano ancora (purtroppo) molto attuali.

Prima di passare alle osservazioni che mi ha suscitato questo musical, tengo a sottolineare il grande lavoro svolto dal cast, composto dagli attori diplomandi della STM (Scuola del Teatro Musicale). Portare in scena un testo del genere non è affatto facile, ma loro hanno affrontato questa sfida e l’hanno superata con grande bravura e professionalità.

Locandina spettacolo Urinetown in scena all'STM Studio di Milano

Il contrasto tra ironia e problemi concreti in Urinetown

Il focus dello spettacolo, trattato con grande ironia, è la privatizzazione dei servizi pubblici, con la motivazione della carenza di acqua. Il rischio in effetti c’è, ma non voglio fare spoiler. Ciò su cui il musical fa davvero riflettere è: fino a dove ci si può spingere prima che il popolo si ribelli? Qui si tocca un diritto fondamentale di tutti noi: la possibilità di usare il bagno quando e quante volte si ha necessità. È una parte della nostra vita quotidiana che noi diamo per scontata, ma è davvero così? La riflessione su questo tema ci porta su due fronti.

Il primo è il fatto che, mentre noi ci laviamo più volte nel corso della giornata, tiriamo lo scarico del water ogni volta che andiamo in bagno e usiamo il bidet quotidianamente, nei paesi più poveri non è la normalità. Per alcuni popoli, l’acqua è a tutti gli effetti un bene prezioso, da centellinare; ci si lava, ma con moderazione. Quanta acqua usiamo ogni giorno che in realtà potremmo risparmiare?

Il secondo fronte riguarda il ruolo dei potenti. Nel mondo distopico di Urinetown, Claudia Cladwell ha costruito un impero portando i cittadini ad accettare un sistema nel quale anche un bisogno fondamentale viene sottoposto a pagamento. Ed è proprio qui che lo spettacolo porta a chiedersi quanto sia facile abituarsi gradualmente a qualcosa che, inizialmente, avremmo considerato inaccettabile. I cittadini in un primo momento avranno pensato fosse giusto non avere un bagno in casa. Poi, si saranno convinti che fosse giusto pagare per utilizzare l’acqua pubblica, essendo un bene presente in quantità ridotta. Infine, si saranno adeguati anche all’aumento dei prezzi per l’uso dei servizi. E questo porta all’altra domanda: quanto si è disposti a subire prima di poter finalmente trovare la forza di ribellarsi e opporsi?

Il teatro 

Urinetown va in scena (così come anche Tick Tick Boom e Rent prossimamente) all’STM Studio, una sala un po’ particolare con l’ingresso sul retro del Teatro Arcimboldi di Milano. All’ingresso ti aspettano delle maschere, che controllano il biglietto e segnano la fila e il numero del posto su un tagliando che va consegnato alle maschere all’interno della sala. Il biglietto standard, quindi, si può lasciare da parte una volta ottenuto il tagliandino. La sala si trova al piano superiore. Prima di prendere l’ascensore per salire, però, bisogna spegnere i telefoni e farli sigillare in una bustina, che verrà aperta nello stesso punto alla fine dello spettacolo. Una volta arrivati all’ingresso della sala, che è piuttosto buia, altre maschere sono pronte ad accoglierti: controllano il tagliandino e ti accompagnano al tuo posto. 

Nella sala ci sono meno di 100 posti e ti rendi conto subito che stai per assistere a qualcosa di davvero insolito. La platea, infatti, non è nella sua posizione “standard” di fronte al palco, ma il palco è centrale e le sedute si sviluppano su due dei quattro lati, mentre di fatto tutto il resto della sala è usato come palco. È un’esperienza davvero incredibile, poiché gli attori sono sempre vicinissimi. Spesso te li ritrovi addirittura accanto quando sfruttano le scale o i corridoi laterali per recitare o uscire di scena. Vedere i volti e le espressioni degli attori così da vicino è un’emozione incredibile, poiché ti permette di essere davvero dentro la storia e di vivere appieno il musical.

I biglietti

Data l’esperienza identica per tutti gli spettatori, i biglietti hanno un costo unico: €35. I siti dove acquistarli sono Ticketone e TAM Teatro Arcimboldi.

Alla data in cui ho pubblicato questo articolo, 2 ottobre 2026, tutte le repliche rimaste sono sold out. Se ti ho incuriosito, quindi, purtroppo non c’è più possibilità di assistervi. Non ti resta che tenere d’occhio eventuali nuove date.

Vale la pena vedere Urinetown?

Forse è uno spettacolo che non è per tutti. La storia, infatti, viene raccontata con grande ironia e tante battute, ma i temi trattati sono crudi e spietati. Ciò inevitabilmente porta il pubblico che esce da teatro a riflettere su ciò che ha visto, fare un paragone con la società moderna riguardo ad altre situazioni attuali e lasciargli una lezione importante. Quindi magari non è il musical ideale per i deboli di stomaco, ma ritengo che tutti dovrebbero vederlo per stimolare il proprio pensiero critico.

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